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Scoprire Taormina

21-05-2010 / 31-10-2013

Taormina è situata su un falsopiano del Monte Tauro a circa 204 m s.l.m.
Con il suo incantevole paesaggio naturale, dal Monte Etna alle bellezze marine, e i suoi monumenti storici, Taormina ha affascinato i grandi viaggiatori del Settecento e dell’Ottocento e continua ad appassionare i visitatori odierni.

La via consolare Valeria era fino al secolo scorso l’unica strada che congiungeva Messina a Catania e Siracusa. Lungo la sua linea si trova ora la via principale di Taormina il Corso Umberto I, che percorre l’abitato dalla porta Nord della città ( Porta Messina) alla porta Sud ( Porta Catania).

Subito dopo aver attraversato Porta Messina si trova Piazza Vittorio Emanuele II, conosciuta come Piazza Badia, fu antica area dell'Agorà e successivamente del foro romano. Qui sorge il Palazzo Corvaja che prende il nome dalla famiglia Corvaja, una delle più antiche e nobili di Taormina, che lo possedette dal 1538 al 1945. Inizialmente fu una torre araba ampliata e trasformata durante le varie dominazioni, ha insieme uno stile arabo, gotico e normanno. Dal 1410 fu usato per le riunioni del Parlamento Siciliano. Questo palazzo, restaurato nel 1946, oggi ospita l'ufficio turistico locale e il Museo Siciliano di Arti e Tradizioni Popolari. La Chiesa di S. Caterina d’ Alessandria fu costruita nella seconda metà del XVII sec. L’interno è decorato in stile barocco, si possono notare opere pittoriche, statue e tracce di un tempio greco del III sec. a. C. dedicato ad Afrodite. Dietro la Chiesa di Santa Caterina si trovano i resti dell’Odeon o piccolo teatro romano ove erano rappresentate tragedie o eseguiti concerti.

La Chiesa di Santa Domenica sorge a circa metà di Via Giovanni di Giovanni e risale al 1600. L’architettura della chiesa è molto semplice sia all’esterno che all’interno. Si nota il sontuoso altare maggiore in stile barocco, tutto in marmo rosso di Taormina con due colonne in stile corinzio.

Il Teatro Antico o Greco - Romano fu costruito in epoca ellenistica III sec a. C. In età romana vennero costruite grandi vasche al centro e da teatro si trasformò in luogo di spettacoli di caccia e di lotte fra gladiatori. Dalla cavea é possibile ammirare uno splendido panorama, che durante la stagione estiva fa da sfondo alle importanti manifestazioni teatrali, concertistiche e cinematografiche.

L ’ex Chiesa di S. Maria del Piliere sarebbe stata costruita dopo il 1530 dal Capo della Lingua d’Italia dei Cavalieri di Malta, chiamato appunto “Piliere”. La facciata dell’ex Chiesa di S. Maria del Piliere è decorata da un portale rinascimentale, che è sovrastato da un bel rosone. Gli stipiti del portale sono in marmo rosa di Taormina. Fu chiusa al culto ai primi dell’800 ed oggi ospita un concept bar.

Le Naumachie sono uno dei più importanti reperti romani. Si tratta di un grande muraglione, lungo 122 metri ed alto 5 metri, che serviva a contenere una grande cisterna d’acqua. Il muro presenta delle grandi nicchie, dove probabilmente erano collocate delle statue di divinità ed eroi.

Dalla Piazza IX Aprile si ammira un magnifico panorama. La piazza si chiamava Piazza Sant’ Agostino, dal nome della chiesa che sorge sul lato Nord, edificata nel 1486, sede della Biblioteca Comunale. Alla Chiesa di S. Giuseppe si accede da una duplice scalinata. Fu costruita nel XVII sec. e presenta un tipico barocco siciliano. A Sud della piazza si trova la Torre dell’Orologio o Porta di Mezzo che sorge su fondamenta del periodo ellenistico. Il torrione è del XII secolo, ricostruito nel 1679 e vi fu collocato l’orologio da cui prende il nome.

Nel borgo medievale sorge la Chiesa del Varò, risalente al XV sec., si ritiene la sua origine ancora più antica per la presenza all’interno di una cripta. Fu probabilmente utilizzata al tempo delle persecuzioni nell’era cristiana, quando essi erano costretti a professare la fede in luoghi nascosti.

Il Palazzo Ciampoli fu costruito nel 1412, data scolpita nello stemma situato sul portone d’ingresso. L’edificio presenta gli elementi comuni ai palazzi signorili del XV secolo in Sicilia e in Spagna, ambienti interni che si affacciano su un cortile e archi a sesto acuto. Da qui derivò il nome di un famoso night- club del passato, il Sesto Acuto. Oggi il palazzo ospita un albergo.

Al centro della Piazza del Duomo si trova la Fontana del Tauro, una fontana artistica del XVII secolo in pietra di Taormina a base circolare. In cima troviamo l’emblema della città, una centauressa bipede, ha una corona in testa, una sfera e uno scettro, simboli del potere.

Il Duomo o Basilica Cattedrale S. Nicolò di Bari risale al XIII secolo, è stata più volte riedificata nei secoli XV, XVI e XVIII. Il portale ristrutturato nel 1636 è sovrastato da un rosone rinascimentale. Il coronamento a merli le ha valso il nome di cattedrale-fortezza. La struttura interna è gotica, a croce latina con una navata centrale che si raccorda alle laterali tramite archi a sesto acuto sorretti da colonne monolitiche in marmo rosa. Sul 2° altare della navata laterale destra si può ammirare un bel polittico cinquecentesco di Antonello de Saliba.

La Chiesa del Carmine, con annesso convento dei frati Carmelitani, fu costruita nel 1662 e aperta al pubblico come chiesa di S. Maria dei Greci. Deve l’attuale nome per essere stata affidata ai frati Carmelitani. Fu distrutta più volte dai saccheggi dei saraceni e completamente abbattuta dai bombardamenti del 1943. Dopo la ricostruzione è stata adibita ad auditorium o come sala di esposizione.

Il limite a sud del borgo medievale è Porta Catania o del Tocco, la sua costruzione risale al 1440, data che risulta incisa nell'edicola posta sopra l’arco raffigurante lo stemma Aragonese.

La Chiesa di S. Francesco di Paola è stata in passato sede del convento dei Frati Minimi di S. Francesco di Paola o Paolini, che ne presero possesso nel 1617, ma il complesso era sorto in epoca più antica. La chiesa fu in origine la cattedrale della città ed era intitolata a Maria SS. Assunta. Perse lo stile originario per le modifiche apportate dai frati. Restaurata dall’arch. A. Dillon dopo i bombardamenti del 1943 è stata riaperta in occasione della mostra fotografica Giuseppe Sinopoli, attimi, sguardi nel 2005.

Chiesa di Sant’Antonio Abate
fu costruita nel 1330, ha una sola navata secondo la tradizione delle chiese periferiche. Dopo il bombardamento del 1943 fu quasi completamente distrutta, ma fu subito ricostruita con le stesse pietre lavorate recuperate tra le macerie. La chiesa dal 1953 è sede di un bel Presepe permanente.

A pochi passi sorge il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano del XII sec. Da notare le bifore del secondo piano molto elaborate in stile gotico – chiaramontano. Oggi è sede della Fondazione Giuseppe Mazzullo e vi sono esposte permanentemente sculture e disegni dell’artista.

La Badia Vecchia è una torre merlata a pianta quadrata con bifore ai lati, i materiali usati e l’architettura gotica richiamano lo stile del Palazzo Duchi di Santo Stefano, ciò fa dedurre che le due costruzioni appartengano allo stesso periodo. La Badia Vecchia è sede del Museo Archeologico di Taormina.

L' ex – convento di S. Domenico sorge nella piazza omonima. Il palazzo-castello fu iniziato a costruire nel 1374, completato nel 1383, divenne poi convento dell’ordine dei domenicani. Nei primi del novecento venne trasformato in un lussuoso albergo. Durante la seconda guerra mondiale in seguito ai bombardamenti la chiesa e il convento sono stati in gran parte distrutti, si conservano il chiostro meridionale del sec. XVI e il campanile della chiesa (sec. XVI e XVIII).

Seguendo la panoramica Via Roma si arriva alla Villa Comunale o Parco Giovanni Colonna Duca di Cesarò, un bellissimo giardino botanico donato al Comune nel 1922 da Lady Florence Trevelyan, nobildonna inglese cugina della regina Vittoria, che visse a Taormina dal 1884 e sposò il sindaco di quel tempo, Prof. Salvatore Cacciola. Le estrose costruzioni dette beehives, in stile pagoda, furono usati da Lady Trevelyan per intrattenersi con gli amici, come tranquilli luoghi di lettura o per studiare gli uccelli, in quanto appassionata ornitologa. Sono presenti anche megaliti voluti in ricordo dei suoi cani.

Lungo la Via Luigi Pirandello si trova la Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo, si crede che sia la più antica chiesa cristiana di Taormina. Fu eretta probabilmente su un antico tempio greco, dato che sono stati rinvenuti reperti archeologici ellenistici. Tutto il pavimento della chiesa era pieno di sepolture ed ebbe funzione di cimitero fino agli anni ’80. Fu probabilmente in origine anche la cappella-moschea della grande necropoli saracena realizzata tra il X e XI secolo. Nella parte alta di Via Pirandello sono visibili alcuni dei loculi della necropoli. Si pensa pure che il cimitero saraceno si trovi sulla precedente necropoli bizantina.

La Chiesa di S. Pancrazio fu eretta sul finire del Seicento sulle rovine di un tempio greco dedicato a Giove Serapide, di cui si vedono ancora blocchi calcarei di Taormina e nel cortile una colonna di granito grigio. Sopra l’altar maggiore c’è la statua di S. Pancrazio Antiocheno a cui la chiesa è dedicata, seduto sulla sua vara con cui viene solennemente portato in processione durante i festeggiamenti in suo onore il 9 luglio. La statua di S. Pancrazio è di cartapesta ed è decorata con oro zecchino. S. Pancrazio, discepolo di S. Pietro, fu il primo Vescovo dei Siciliani ed è il patrono di Taormina.

La Chiesa di S. Antonio da Padova è così chiamata perché è tenuta dalle Suore Antoniane “Figlie del Divino Zelo”. Nel 1550 i Frati Minori Cappuccini vennero a Taormina e costruirono il loro convento fuori le mura accanto all’antica Chiesa di S. Caterina d’Alessandria. Questa fu venduta nel 1610 ai Frati Cappuccini che stavano ingrandendo il convento e fu ribattezzata ed intitolata a S. Giuseppe. I Frati Cappuccini condussero anche l’acqua per i bisogni sia del convento, che del popolo di quella contrada. Le stesse sorgenti forniscono ancora l’acqua alla Fontana dei Cappuccini, situata accanto all’Arco di Via Cappuccini, cioè la seconda Porta che si apriva nella terza cinta muraria a nord. Le Suore Antoniane presero possesso dell’ex-convento dei Cappuccini il 12 gennaio 1902, ristrutturarono tutto il complesso monastico creando l’orfanotrofio femminile e degli istituti scolastici.

La Chiesa della Madonna della Rocca si trova sul monte che sovrasta Taormina e fu costruita in una grotta tanto che il suo soffitto è costituito da roccia viva. Risale al tempo della dominazione normanna ( sec. XII), ma fu restaurata e ricostruita nel 1640. Dietro il Santuario c’è un piccolo monastero dei Basiliani ormai in disuso e sul lato sud-est c’è uno spiazzo che era una volta l’orticello degli eremiti. Sul bordo di questo spiazzo sorge una grande croce, costruita nel 1930, rivolta ad oriente, illuminata di notte è visibile da quasi ogni angolo di Taormina.

Poco più su, ad una altitudine di 398 metri s.l.m. , ci sono i ruderi di una castello del periodo arabo-normanno e perciò chiamato Castello Saraceno. Da qui potevano controllare in direzione sud, la valle dell'Alcantara e la costa ionica meridionale, in direzione nord la costa ionica settentrionale fino a capo Sant'Alessio. In età greca e romana, la rocca del Tauro era l'acropoli inferiore di Tauromenion. Quella superiore, si trovava più a nord, presso l'attuale Castelmola. I muri esterni sono ben conservati e si innalzano per più di quattro metri, mentre quelli interni a causa dei crolli sono alti poco meno di qualche metro. Sempre all’interno è possibile riconoscere resti murari di una struttura precedente.




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